Essere prese sul serio al lavoro: leadership femminile

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Un punto critico per le donne in posizioni apicali, o che stanno lavorando per fare carriera, non è essere preparate, ma riuscire a mostrare di avere la stoffa della leader senza apparire fredde, dure o poco allineate a loro stesse.

Abitualmente, alla figura del leader vengono collegate caratteristiche tradizionalmente associate agli uomini: assertività, indipendenza, dominanza, capacità decisionale.

Dall’altra parte, le caratteristiche storicamente e socialmente attribuite alle donne sono sensibilità, empatia, orientamento alle relazioni, gentilezza e cura dell’altro.

Questo tema è stato affrontato dalla Role Congruity Theory (Eagly & Karau, 2002), ovvero una teoria sulla congruità dei ruoli secondo la quale il pregiudizio sulle donne in posizioni di leadership nasce da un’incongruenza percepita tra gli stereotipi di genere e le caratteristiche richieste per essere un leader efficace.

Detto in altri termini, quando una donna mostra le caratteristiche associate al prototipo del leader, quali assertività e ambizione, viene spesso percepita come aggressiva, acida, poco simpatica e persino poco femminile.

Questo in quanto violerebbe il ruolo di genere.

Dall’altra parte, invece, se la donna in questione mostra caratteristiche quali dolcezza e orientamento alle relazioni, viene spesso percepita come meno assertiva, con meno polso e, perciò, inadatta a ruoli di vertice.

Conseguenze pratiche nel mondo del lavoro

In termini pratici, questa dualità ha delle conseguenze precise.

  • Soffitto di cristallo: maggiori difficoltà per le donne nel raggiungere vertici aziendali o istituzionali;
  • Doppio standard di valutazione: le donne devono dimostrare il doppio della competenza per essere considerate al pari degli uomini;
  • Paradosso della simpatia/competenza: se una donna è “comunale” piace, ma non è considerata autorevole; se è “agente” è considerata competente ma non piace.

La soluzione Authority Anchoring + Strategic Warmth

Una strategia operativa usata nell’ambito dell’executive coaching, e basata su alcune ricerche della Cambridge Judge Business School, offre un interessante ed efficace spunto per sciogliere questo nodo.


Si tratta dell’“Authority Anchoring” +“Strategic Warmth”, ovvero, prima esprimere autorevolezza e poi esprimere calore.

Come si fa

Si parte mostrando dati, analisi e tutto ciò che mette in risalto la tua competenza, con un linguaggio fermo, che evita mitigatori come “forse”, “potremmo”, “scusate se”, usando fermezza nella voce e un linguaggio del corpo con una postura stabile, che non dia segnali di nervosismo e insicurezza.


Una volta che l’autorità è ancorata e riconosciuta – Authority Anchoring per l’appunto – si passa al calore strategico, Strategic Warmth.


Questa parte consiste nell’ascoltare attivamente i feedback, convalidare i sentimenti dei collaboratori, riconoscere esplicitamente i successi del team e mostrare interesse per il benessere delle persone.

Un esempio

Ecco come potrebbe suonare una comunicazione in cui è stata applicata questa strategia.


Non:
“Forse ho notato una cosa, ditemi se potrebbe avere senso.”


Ma:
“Ho analizzato i dati dell’ultimo trimestre e ci sono tre elementi che richiedono una decisione. Parto subito da X…” (Authority Anchoring, apre la comunicazione ancorandola a fatti, ruolo, analisi e decisione).

Poi arriva lo Strategic Warmth.

“So che questa soluzione richiederà un cambiamento operativo e uno sforzo in più da parte di tutti, ma possiamo gestirlo bene se ci allineiamo subito sui prossimi passaggi.”


Questo è il calore che dimostra che sei consapevole delle conseguenze per le persone coinvolte e, allo stesso tempo, non toglie forza alla tua decisione e al tuo impatto.


È un approccio che, con la concretezza di dati e ragionamenti, guida gli altri con fermezza e altrettanta attenzione nei loro confronti.


E, in effetti, guidare è ciò che fa una leader nel senso più vero del termine, dal verbo inglese to lead, che significa, appunto, “guidare”.

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Autrice

VALENTINA BADINI

Laureata in Scienze Linguistiche, un’esperienza decennale in contesti aziendali, una formazione nell’Etiquette. Aiuto professioniste e team a migliorare performance, leadership e comunicazione attraverso percorsi e training su misura.

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